Online/Offline: la cross promotion che funziona

[Nota della redazione : articolo scritto da Fabrizio Galassi]

La rivoluzione digitale ha sconvolto il mondo musicale abbattendo barriere, abbassando costi e velocizzando operazioni.

Ma non dobbiamo dimenticarci che ancora oggi il rapporto umano rimane una ‘strategia’ fondamentale: incontrare il proprio pubblico dopo un concerto, oppure stabilire dei rapporti ‘analogici’, sono tappe importanti, soprattutto se si punta alla vittoria del Tour de France musicale.

Ecco come ideare azioni online che possano stimolare rapporti offline, e viceversa.

1. Video su YouTube / biglietto per un live

Adesso che avete organizzato la vostra musica e inviato le fingerprints a YouTube per la monetizzazione (prova il servizio YouTube Sound Recording), cosa potete fare per promuovere il video? La risposta potrebbe essere: attraverso i concerti.

Se inviate ‘solamente’ il link al vostro video a una community o alla stampa, avrete un tasso di apertura molto basso, questo perché community o stampa ricevono centinaia di video al giorno. Provate a stabilire un rapporto differente con il pubblico digitale, dategli uno stimolo o una scusa per incontrarvi, come ad esempio stimolare la condivisione del vostro videoclip in cambio di un biglietto per venire a vedervi suonare.

Risultato: maggiore condivisione attiva, maggiore coinvolgimento dei fan, incremento views del video e possibile incremento dei concerti.

2. Playlist collaborativa/house concert/merchandising

Partiamo da un presupposto abbastanza ovvio: il pubblico non cerca su Google “quale sarà la mia nuova band preferita”, dovete quindi farvi trovare, e la cosa migliore è selezionare brani / artisti famosi in linea con la vostra musica. Ma non pensiamo alle cover. Provate a comporre playlist su Spotify, Deezer, AppleMusic o Amazon Unlimited, chiedendo (inizialmente) al vostro pubblico quali sono le loro canzoni preferite per un evento particolare.

A quel punto create la playlist inserendo anche un vostro brano stimolando le persone ad ascoltare e condividere. Legate la  playlist a un concerto casalingo dove, ad esempio, tutte le persone che l’hanno  ascoltata/condivisa potranno assistere all’esibizione, la cui scaletta sarà esattamente quella della playlist.

Al momento del concerto portate con voi del merchandising (provate il servizio TuneCore Manufacturing), se anche saranno presenti 20 persone (ricordatevi che siete in una casa privata), molto probabilmente quelle 20 persone acquisteranno qualcosa.

Risultato: miglior qualità di coinvolgimento, contatto umano, ampliamento della fan base.

3. Usa le statistiche Spotify per organizzare i tuoi concerti

Una delle funzionalità più interessanti di Spotify è la statistica relativa a quali sono le città dove si ascolta più la vostra musica. Se avete ‘stimolato’ il pubblico attraverso le playlist (vedi punto 2), molto probabilmente i numeri degli ascolti saranno aumentati dandovi così una panoramica geografica più precisa di dove è collocato il vostro pubblico. A questo punto potete utilizzare questi dati per ideare un tour nelle città con maggiori ascolti: sicuramente se farete dei concerti gratuiti, senza biglietto di ingresso, sarà più facile coinvolgere pubblico e locali.

Per l’organizzazione dei live potete scegliere piattaforme dedicate come iLiveMusic.com o Oppiper.it.  Ricordatevi sempre il merchandising!!! E rimanete in costante contatto con la vostra community!!!

Risultato: contatti con i locali, concerti ‘sicuri’, vi trasformate in imprenditore e i professionisti saranno più interessati a contattarvi.

Preparare al meglio una sessione di registrazione in studio : ecco qui i 7 consigli da seguire

Questo articolo è stato scritto da Alexandre Bananier, cofondatore del sito Rekyou, sito di prenotazione online di studi di registrazione.

 

Prepara il tuo strumento

Ricordati che neanche il miglior ingegnere del mondo può diventare un mago, una chitarra completamente scordata rimane uno strumento stonato, fai quindi attenzione a accordare il tuo strumento prima e durante la registrazione, in particolare se suoni uno strumento a corde (e se queste sono nuove).

Conosci il pezzo a menadito

Per te, artista, così come per l’ingegnere del suono, è fondamentale conoscere il proprio pezzo. In quest’ottica è fortemente consigliato ripetere intensamente per qualche giorno per essere sicuri di sapere affrontare al meglio ogni parte del pezzo. Non c’è spazio per le esitazioni durante la seconda frase del primo ritornello

Scegli i pezzi da registrare

Come abbiamo visto nel punto precedente, prima di iniziare a registrare è importante scegliere i pezzi che si devono registrare e scriverli in una lista… nell’ordine in cui verranno suonati!

È consigliabile iniziare dalla canzone con la quale ti senti più a tuo agio. Una prima sessione di registrazione può essere un po’ destabilizzante poiché le condizioni sono un pò diverse dalle solite prove, tanto vale quindi fare tutto il possibile per semplificarsi la vita.

Il riscaldamento… Nello studio di registrazione

Potrebbe sembrare banale, ma credetemi il riscaldamento fa tutta la differenza nella fluidità della maniera di suonare e influisce quindi sulla produttività in studio. Proprio come per un live, se avete già suonato su un palco lo saprete, ci si sente più rilassati e a proprio agio dopo aver suonato qualche pezzo. Quindi proprio come per i concerti, è necessario scaldare qualche pezzo prima di iniziare a suonare, questo implica suonare 2 o 3 canzoni appena prima di iniziare a registrare.

Organizza il tempo

Dovrete anche scandire il tempo necessario per ogni canzone. Tenete in considerazione il fatto che il tempo in studio passa sempre più velocemente di quanto crediamo… soprattutto se é la prima volta! Questa tappa è molto importante, cosa c’è di più frustrante di dover interrompere la sessione prima di aver finito?

Allenati a suonare a tempo di  metronomo

Suonare a tempo di metronomo permette all’ingegnere del suono di effettuare modifiche precise. In alcuni casi questo rappresenta l’unico modo per permettere a un compositore di riarrangiare la composizione grazie al computer music. L’avrai capito, bisognerà allenarsi a suonare in maniera precisa, due opzioni sono possibili: o il batterista suona a tempo di metronomo e tutti gli altri lo seguono, oppure tutti suonano al tempo del metronomo.

Essere in forma e ben svegli

È importante che l’artista o il gruppo siano in perfetta forma! Vietato uscire la sera prima e tornare a casa alle 5 di mattina dopo aver bevuto litri di birra, arrivare in studio in piena forma è una necessità assoluta!

Come lo si può immaginare, questo consiglio è a maggior ragione per i cantanti, il cui strumento è la propria voce.


Dopo aver esaminato tutti i 7 consigli preparare al meglio una sessione di registrazione in studio, abbiamo l’ultimo consiglio : divertiti e goditi questa esperienza che ti insegnerà senza dubbio tante cose !


Prenota il tuo studio di registrazione su Rekyou

VOLETE ENTRARE NELLE PLAYLIST DI SPOTIFY? ECCO COME DOVETE FARE.

[Nota della redazione : articolo scritto da Fabrizio Galassi]

 

Questa è una guida per tutti coloro che non si chiamano Ed o Drake, e sull’importanza promozionale delle playlist su Spotify.

Oggi ci occupiamo delle liste di canzoni realizzate dagli utenti, di quelle grandissime raccolte con migliaia di ascoltatori interessati e che possono dare una importante mano alla popolarità della vostra canzone.

A differenza delle playlist generate dall’algoritmo di Spotify, quelle create dagli utenti sono facilmente intercettabili, ma serve qualche accortezza.


#1 Conoscere la propria musica è il punto più difficile

Di solito quando si scrive una canzone è come andare a guardare proprio figlio giocare a calcio: è bravissimo e bellissimo, al di là di come effettivamente gioca.

Per questo serve un vostro ascolto sincero e ‘disinteressato’ che sia in grado di interpretare lo stile del brano, il genere, il mood e le potenzialità.

Gli amici servono anche a questo: fate una sorta di focus group online oppure offline (ad una cena ad esempio), premete play e fate ascoltare i vostri brani. Potete semplicemente far scegliere a loro quale potrebbe essere il migliore oppure far definire il genere.

Se avete conoscenze nell’industria discografica provate a chiedere qualche favore.

La cosa importante è non cercare di influenzare le scelte e appuntarsi tutte le informazioni.

A questo punto avrete: il brano più popolare e il genere/stile di riferimento.

#2 Cercate la playlist che fa per voi, e fatelo più volte possibile

Prendetevi del tempo, mettete in stand-by le notifiche del vostro cellulare e iniziate a scandagliare Spotify in cerca delle migliori playlist: quelle in linea con i vostri brani quelle più popolari, ma soprattutto quelle create dagli utenti.

Potete anche iniziare dalle cover, forse il metodo più facile per farvi notare. Cercate la migliore playlist, ossia quella con più follower.

Una delle prime ad apparire è “#Covers” con 86.103 follower, un buon numero (certo, non come quelle create da Spotify, infatti, “Acustic Covers” ha 2.4 milioni di ascoltatori).

Vediamo che “#Covers” è stata creata da Saga Prommeedet, a questo punto i Social ci vengono in aiuto e facilmente troviamo il suo profilo su Facebook e proviamo a contattarla (in inglese, ovviamente): “Ciao Saga, complimenti per la tua playlist #Covers! Con la mia band ho appena pubblicato una cover …” e inserite il link Spotify al vostro brano.

Fatelo per tutte le playlist possibili.

#3 Le playlist vengono fatte anche dalle aziende

Ci sono tre società che hanno quasi il monopolio delle playlist, sono Topsify, Filtr e Digster. Tutte e tre sono state acquisite dalle major: Universal (Digster), Sony (Fiiltr) e Warner (Topsify). E’ possibile contattarle sui loro siti ufficiali e che vi possano inserire nelle loro raccolte, anche se non avete contratti con le major. Ovviamente dovete prima studiare quale è la giusta playlist per voi e successivamente fare la richiesta.

#4 Siete sicuri di avere una buona web reputation?

Adesso che avete un piano su come contattare i curatori delle playlist dovete necessariamente sistemare casa, e per casa intendiamo la vostra galassia web.

Perché? Appena inviate la mail con la proposta del brano, chi sta dall’altra parte si vorrà subito fare un’idea di chi siete, proprio come avete fatto voi con Saga Prommeedet, ricordate?

Quindi:

  • Sito ufficiale di primo livello (www.NomeDellaTuaBand.it)
    Tenetelo aggiornato, meglio se è presente uno store e la possibilità di iscriversi alla newsletter.
  • Pagina Facebook
    Sarà il primo risultato che troveranno quando digiteranno il vostro nome; deve quindi dare una ottima prima impressione.
  • Instagram
    Fate in modo di non lasciare post isolati di 4 mesi fa; se volete ‘vivere’ online dovete dimostrarlo.
  • YouTube
    Organizzate una bella pagina, customizzatela, create playlist e aggiornate il video in primo piano.

#5 Investite il denaro guadagnato e controllate le statistiche

Essere inseriti in una buona playlist può farvi guadagnare decine di migliaia di ascolti, potete facilmente arrivare a 60.000 plays in poche settimane; questo significa un buon rientro economico, soprattutto per tutti coloro che utilizzano il servizio Music Publishing Administration di TuneCore. Questo piccolo budget utilizzatelo per fare qualcosa con il vostro pubblico: un concerto gratuito, il download di un vostro live, un pezzo del merchandising in offerta speciale, etc.

Quando vi arriveranno i rendiconti dettagliati di Spotify, dovete studiarli per capire chi è il vostro pubblico, ma soprattutto da dove vi ascolta. Se notate un picco di ascolti in una determinata nazione, potete provare a contattare le radio locali, le riviste, i siti o le agenzie di booking per valutare la possibilità di una serie di concerti.

Se avete suggerimenti o esperienza in merito utilizzate i commenti per rimanere in contatto con noi.

Come far ad avere più visibilità dopo aver messo i propri brani online?

Scritta da Giorgia Oliva

Grazie a LUNATIK è possibile ottenere visibilità in TV, RADIO e i blog ROCKIT, MEI…

Una problematica comune a molti artisti indipendenti è come fare far sì che la propria musica arrivi alle orecchie del grande pubblico, una volta che i titoli sono online. Per questo TuneCore unisce le sue forze con Lunatik, ufficio stampa che aiuta gli artisti indipendenti a farsi conoscere.

Gli artisti TuneCore possono approfittare di un’offerta  esclusiva su due diversi pacchetti, uno per la promozione su stampa, radio, web e tv e una per la promozione su radio e tv. Clicca qui per saperne di più.

Ecco qui l’intervista a Mike Messina, artista TuneCore entusiasta dell’aiuto che Lunatik gli ha dato nella promozione dei suoi titoli.

Ciao, mi puoi dire chi è Mike Messina?

Un inconsapevole personaggio che navigando in balia dei tumultuosi eventi ha deciso, o meglio si è trovato nella scomoda posizione in cui ha dovuto necessariamente canalizzare le proprie attenzioni ed emozioni verso qualcosa, L’unica cosa, che in quel momento rappresentava l’isola della salvezza, la musica. Nasce dunque a 36 anni un primo disco dove posso dire con orgoglio, di avere scritto testi e musica. Un album con un suo percorso interno. Un filo conduttore lega uno dopo l’altro ogni brano sino alla fine. Mi piace dire che è un disco che va ascoltato nella sua interezza.

Uno dei problemi principali per un artista indipendente è la promozione delle sue creazioni. Come ti sei mosso per promuovere il tuo album?

Sì è vero puoi fare della musica ma poi devi portarla al pubblico e farla conoscere alla gente del settore per stuzzicarne la curiosità. Ho cercato sul web e chiesto informazioni ad amici musicisti su quali potessero essere quelle agenzie che fornissero un buon servizio di ufficio stampa.  Credo che il web sia il mezzo migliore per fare questa indagine perché il modo in cui l’agenzia si presenta sul web e la sua popolarità è la migliore garanzia per l’artista finale di essere promosso nel migliore dei modi.  L’auto promozione di un artista deve comunque passare attraverso un servizio specializzato ed in questo caso mi sono affidato a Lunatik.

Credi che si possa ancora lavorare “fai da te”? Quali sono i vantaggi di questo metodo secondo te? 

Lavorare in “fai da te” non può significare fare tutto da soli e non avvalersi di competenze e professioni specializzate nel settore. Questo vale sin dall’inizio, nella creazione  musicale, bisogna avere un prodotto registrato professionalmente, bisogna essere presenti in modo ragionato sul web e serve infine uno staff che promuova tutto il lavoro prodotto. Quest’ultimo aspetto è molto importante perché è inutile avere partorito una buona idea se alla fine nessuno ne viene a conoscenza.

Sicuramente si ha il vantaggio di non scendere a quei compromessi alcune volte dettati dalle etichette discografiche o produttori. Il vantaggio è di seguire liberamente la propria emotività, prepararsi la scaletta, curare le grafiche, scegliere il singolo e molti altri aspetti. Certo questo è un rischio perché alcune scelte possono essere commercialmente o discograficamente non azzeccate, ma a mio avviso la musica non si può e non si deve per forza inquadrare in un ambito commerciale. La musica nasce con l’artista e lo segue. Se al pubblico piace allora l’artista sarà seguito. Per questo l’importanza di un ufficio stampa che ne dia la possibilità.

Per cui il fai da te può essere fatto purchè si riescano a coordinare tutti i vari aspetti.

Che consigli daresti a un artista che avvia una carriera con TuneCore? Per quanto riguarda la produzione, l’immagine, il marketing, la promozione, l’utilizzo dei social media ecc?

Il mio consiglio, come detto prima, è sicuramente di preparare tutto con cura e con una ottima pianificazione a lungo termine. Avere un piano di azione di circa un anno ed avvalersi dei servizi proposti da agenzie che fanno questo di mestiere. In questo caso posso dire che TuneCore offre un ampio ventaglio di servizi modulari che permettono di fare tutto il percorso, dalla creazione sino alla vendita, promozione o merchandising. Tutti aspetti che non possono essere lasciati al caso e che vanno affrontati con professionalità.

Che cos’hai in programma per il futuro? Userai la stessa strategia promozionale?

In gennaio mi sto divertendo a girare e montare il video del secondo singolo che quindi uscirà a breve. Anche in questo caso è indispensabile una promozione e sicuramente mi avvarrò degli stessi servizi di cui ho usufruito per promuovere l’intero disco.

FOCUS ARTISTA : Black Snake Moan, vincitore del concorso Arezzo Wave 2017

Scritto da Giorgia Oliva

Le selezioni per Arezzo Wave 2018, il più grande concorso di artisti indipendenti che coinvolge più 400 gruppi musicali ogni anno sono aperte! Tra i premi che potresti vincere :

  • suonare in un tour nazionale e in rassegne e festival europee (Parigi, Lisbona, Bilbao, San Marino, Olanda)
  • 1.000 euro da investire sulla tua attività artistica !

….e tanto altro ancora! Iscriviti entro il 15 marzo 2018 cliccando qui.

Abbiamo chiesto a Black Snake Moan, che con il suo con il suo concept album “Spiritual Awakeningha vinto Arezzo Wave 2017 di raccontarci la sua esperienza.

Ciao, anzitutto complimenti per la vittoria ad Arezzo Wave! Puoi dirci chi sei e come è nato il tuo progetto musicale?

Ciao, grazie di cuore per questa intervista. Mi presento, sono Marco Contestabile, ho 25 anni, vivo a Tarquinia, una città in provincia di Viterbo. Il mio progetto BLACK SNAKE MOAN nasce circa un anno e mezzo fa, dopo alcune esperienze con delle band ho deciso di intraprendere questo percorso da solista, un progetto one man band (cantando, suonando la chitarra, grancassa della batteria e hihat contemporaneamente) . Dopo pochi mesi dall’uscita del mio primo album “Spiritual Awakening”, incoraggiato da amici che seguivano il mio progetto, mi sono iscritto al contest di Arezzo Wave con l’intenzione di promuovere il mio progetto musicale inedito. Il mio stile non è focalizzato su un solo genere, cerco di fondere il mio istinto psichedelico al blues delle origini.

Quali premi hai ottenuto grazie alla vittoria ad Arezzo Wave? Pensi che questo contest ti abbia aiutato nella carriera musicale?

L’esperienza ad Arezzo Wave è stata determinante, ho avuto modo di fare grandi esperienze e di conoscere molte persone, è stato un arricchimento sia spirituale che artistico; condividere il palco con molti artisti emergenti mi ha stimolato molto sia nel contesto regionale che nazionale. Arezzo Wave mi ha permesso di suonare in palchi importanti sia in Italia che in Europa. Questa estate ho suonato sul bellissimo palco dello SMIAF Festival di San Marino, l’esperienza al Mama Festival di Parigi, a Montmartre, è stata una vera scossa adrenalinica, indimenticabile, il mio primo live estero!  Recentemente ho suonato a Groningen in Olanda, all’Eurosonic Noorderslag, un festival focalizzato sulla promozione di artisti emergenti di tutto il mondo, questo è lo scopo principale di  tutte le organizzazioni presentatemi da  Arezzo Wave, contribuire e promuovere, valorizzando il progetto dell’artista. Mi reputo molto fortunato, e sono contento di vivere questo presente, sempre in progressione, condividendo il palco con moltissimi artisti di ogni genere musicale e di ogni nazione.  Ringrazio infinitamente tutto lo staff di Arezzo Wave per avermi permesso di vivere queste emozioni. Un ringraziamento speciale a Mauro Valenti, Sara Nocciolini, Toyah Buse, Pippo Rossi e tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo.

Quali consigli daresti a un artista che vuole partecipare ad Arezzo Wave? L’iscrizione è aperta a tutti gli artisti? Come fare per prepararsi al meglio e avere più chances possibili di essere presi?

Consiglio di essere sempre se stessi e dare il massimo sempre, in qualsiasi contesto o situazione che permette di promuovere il proprio progetto artistico. Consiglio fermamente di iscriversi ad Arezzo Wave, una delle poche realtà italiane di spessore, perchè, oltre ad essere un contest storico, è un ottima vetrina per farsi conoscere, organizzato da professionisti, una grande occasione per condividere il palco con molte persone, scambiando le proprie idee energie e sogni.

Più in generale, quali consigli daresti a un artista indipendente che inizia la sua carriera su TuneCore?

TuneCore è uno dei principali servizi internazionali che permette di distribuire la propria musica in tutto il mondo tramite le più importanti piattaforme online. Personalmente mi ha permesso di far ascoltare il mio album in tutto il mondo contribuendo sempre più alla promozione del mio progetto. Grazie mille.

Come promuovere la propria musica con Instagram (e con gli hashtag)

[Nota della redazione : articolo scritto da Fabrizio Galassi]

 

Con oltre 900 milioni di utenti mensili, Instagram sta rivaleggiando con Facebook il primato di social più frequentato. E’ quindi necessario sfruttare al massimo la possibilità di coinvolgere gli utenti/ascoltatori pensando a una piccola strategia di comunicazione.

1# Come incrementare i follower del vostro account

Non è una cosa semplice, soprattutto se non lo avete fatto ‘prima’ dell’esplosione commerciale. Oltre a popolare il vostro account con il pubblico che vi segue sia ai concerti sia sulle altre piattaforme, dovete cercare di trovare nuovi contatti. Uno dei modi migliori è quello di seguire non solo chi vi interessa (label, produttori, musicisti, riviste, etc.), ma iniziare a seguire anche i follower degli account che vi interessano. Il follow back si attesta ancora sul 40/50%, ciò significa che se iniziate a seguire 100 profili, ne avrete circa 40 che inizieranno a rimanere aggiornati sulle vostre novità.

2# Vita privata o vita artistica?

Partiamo dal presupposto che Instagram è il vostro reality show e che al pubblico piace sapere cosa state facendo in quel preciso momento. Questo non significa tappezzare il vostro account con decine di foto della tazzina del caffè che vi state bevendo, del cornetto che state mangiando, della strada che state percorrendo e così via. Ma dovete alternare i vostri contenuti promozionali con contenuti di vita reale; in questo modo il pubblico si ‘fiderà’ di voi, si ‘fiderà’ del fatto che gli state raccontando la verità e vi premierà nel momento del contenuto promozionale.

3# Storie e Post

Partiamo dalla durata dei filmati: nelle storie avete 15 secondi, nei post fino a 60 secondi. Ma al tempo stesso le storie sono più coinvolgenti perché rappresentano un istante ben preciso ed è come se non potessi perdermelo perché dopo 24 ore non esisteranno più. Provate a differenziare quello che pubblicate nei post da quello nelle storie, magari inventandovi un format video, come fosse una sfida da portare a termine, ad esempio la cover di un brano suddivisa in blocchi da 15 secondi. Non cercate di trovare il contenuto perfetto, iniziate e basta, pubblicate con regolarità quotidiana, vedrete che il vostro stile si materializzerà da solo.

4# Gli hashstag

E poi arriva il momento più complicato: la creazione degli hashtag. Spesso si perde molto più tempo al cancelletto che non nella composizione del post. Ne metterò troppi? Troppo pochi? Quale sarà quello giusto? Quale quello più trending? Cerchiamo di definire il loro utilizzo:

  •        La giusta quantità è da 7 a 10 hashtag per post; se avete bisogno di più parole sfruttate i commenti. Inserire le parole chiave in questi spazi vi permette di avere un post pulito che non sembra spam.
  •        Oltre a quelli generici, inserisci # personali, che riguardano la tua musica e che siano riconoscibili (#TuoNuovoBrano, #TitoloAlbum, #CallToAction, etc.)
  •        Utilizza tool online come Websta.me grazie al quale puoi vedere quali sono gli hashtag più utilizzati in quel momento.

#5 Studiate i vostri diretti concorrenti

Quando parliamo di concorrenti in ambito musicale intendiamo gli artisti che possono essere simili a voi, vuoi per genere o per tipologia di pubblico. Create una lista di musicisti italiani e stranieri, iniziate a seguirli e soprattutto partecipate alla loro attività con commenti, like o rispondendo alle loro storie. Non solo vi farete conoscere, ma capirete molto meglio il tipo di strategia o approccio hanno con i loro fan, quali contenuti postano, quando li postano, quali sono i momenti personali, quali quelli promozionali, e vi aiuteranno a trovare il vostro stile.

Utilizzate i commenti per raccontarci la vostra esperienza oppure per chiederci consigli.