[Nota della redazione : articolo scritto da Fabrizio Galassi.]

Il momento in cui nasce una band, o quando si concretizza la prima canzone, sono attimi fondamentali e allo stesso pieni di aspettative.

Sono fasi nelle quali si tende a pianificare la conquista del mondo o a cercare il record di Grammy/Sanremo vinti di fila.

Ma spesso non si tiene conto dei dettagli, non si piantano bene le basi commettendo così una serie di errori tali da pregiudicarsi anche il secondo appuntamento in sala prove.

Ecco una serie di errori che i musicisti e artisti indipendenti tendono a commettere:

1. Decidere il proprio genere musicale in base alle classifiche indie

Il consenso è una cosa naturale, è qualcosa che l’artista deve cercare, perché non esiste arte senza pubblico. Ma spesso il primo errore ‘inconsapevole’ è quello di cercare in tutte le maniere di entrare in un filone musicale: “Adesso il pubblico ascolta Calcutta/Gazzelle/TheGiornalisti, allora dobbiamo fare una canzone che dice quelle cose, e vestirci come loro”. Va bene aver ben chiaro il panorama nazionale, ma il pubblico ‘indie’ è molto più aperto di quello che pensate.

Sono più predisposti ad ascoltare una voce sincera, pura, naturale anche se con uno stile differente.

Devi essere te stesso, senza vergognarti di ammettere le tue debolezze o incertezze; oppure, per contro, puoi mostrare i muscoli e dire a tutto il mondo che sei il più forte, la cosa importante è essere naturali.

2. Pensare che adesso è tutto marketing

Oggi ancora di più si abusa della parola marketing, associata spesso alla musica. “Quel tale artista ha avuto un’ottima campagna marketing /quell’altro è bravo nella comunicazione e basta” e così via.

Ecco, non c’è nulla di più falso. Soprattutto oggi!

Il 2018 ha sancito la nascita della Dittatura degli Utenti, ossia tutta quella massa di ascolti non controllata da nessun media che organicamente crea le nuove tendenze; alle quali poi i pubblicitari e marketer fanno riferimento.

Certo, avere i tuoi brani su Spotify, YouTube o Deezer è fondamentale, ma il consenso non si compra con l’ADV.

Devi essere te stesso a tutti i costi, e leggere il punto #1.

3. Pensare che essere indipendente ti permetta di ‘saper fare tutto’

Hai formato la band e adesso hai anche le canzoni: arriva il momento migliore per farsi aiutare!

La maggior parte dei musicisti è convinta di saper far tutto, oltre a scrivere e suonare credono di poter essere dei direttori creativi, dei filmmaker, dei discografici; tendono a voler fare tutto da soli non rendendosi conto di avere una visione limitata.

Se devi entrare in studio di registrazione, cerca qualcuno che possa farvi da produttore, se non hai budget chiedilo a un amico del quali ti fidi: avere una visione esterna ti permette di fare musica più diretta.

Stessa cosa per i video: non devi per forza assumere il ruolo di regista/operatore/direttore della fotografia/montatore solo per vantarsi della parola DIY (Do It Yourself), crea intorno a te un collettivo di persone, allarga gli orizzonti della tua creatività

4. Cercare un contratto discografico

Facciamo una piccola premessa al punto #4. Il contratto discografico significa che una persona o una società investe del denaro su di te con la volontà di aumentare il budget investito. Si tratta quindi di un’operazione commerciale, non è mecenatismo.

Quindi, il contratto discografico si merita, non si chiede.

Fatti notare, suona il più possibile, pubblica le tue foto o i video in maniera costante, fatti trovare in tutti i negozi digitali; se la Dittatura degli Utenti (vedi punto #2) ti eleggerà come loro colonna sonora, sarai contattato da tutte le label.

Se invece sei convinto di avere un brano fantastico, ma non ti senti nel mood di una vita on the road, esiste sempre il lavoro di autore musicale, sempre più richiesto e con introiti interessanti se entri nel mondo delle edizioni.

5. Far finta di essere una rockstar spocchiosa

Questo punto è il risultato dei precedenti 4, ed è l’errore più grossolano che puoi commettere. Ci sono alcuni cliché nel mondo musicale che tardano a morire, come ad esempio comportarsi alla Liam Gallagher pensando che sia giusto dare un’immagine di sé così forte.

Prova invece ad andare a più concerti possibile, farti trovare nelle prime file, sostenere e supportare gli artisti che fanno parte della tua scena musicale (e quindi evitare di parlare male delle altre band), fare pubbliche relazioni con gli addetti ai lavori, essere comunque rispettoso e gentile, tutte cose che ti aiuteranno a migliorare la tua reputazione. Se poi a questa reputazione ci aggiungi dei brani meravigliosi, vedrai che i frutti da raccogliere saranno più buoni.

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