[Nota dei redattori: quello che segue è un post scritto per noi da Tyler Allen, Marketing Strategist per il settore musicale. Scopri di più sui suoi servizi di consulenza e seguilo su Twitter qui.]

Dieci anni fa, difficilmente ti saresti trovato a leggere questo blog.

Non sembra passato troppo tempo, ma all’epoca il panorama digitale era molto diverso da quello che conosciamo oggi.

Sì, nel 2005 l’auto-distribuzione e alcuni strumenti di social media marketing esistevano già, ma non erano raffinati come quelli attuali o pensati né per chi volesse promuovere i propri prodotti o servizi, né tanto meno per i musicisti.

Twitter non esisteva ancora e neanche programmi specifici per il settore musicale come SoundCloud e BandCamp. Facebook sarebbero state create solo in seguito, così come gli strumenti promozionali appositi per il social network di Mark Zuckerberg. Dieci anni fa non c’erano neanche servizi di streaming mentre i CD fisici rappresentavano la normalità per gli artisti.

Sembra un altro mondo, vero?

Oggigiorno chiunque dispone di una piattaforma per promuovere il proprio lavoro sui social media e riprodurre la propria musica in streaming tramite vari canali, persino creare un sito Web e organizzare un tour. Internet e i social media sono diventati roccaforti fondamentali per promuovere la propria musica e farsi notare. A qualcuno, hanno addirittura spalancato le porte del successo.

Non è certo una novità e nessuno oramai se ne stupisce: da più di dieci anni i social media sono diventati una possibilità reale per raggiungere il successo.

Non è però su questo che mi concentrerò oggi, ma sull’effetto di queste piattaforme: per quanti siano i loro pro, infatti, i contro non mancano di certo.

L’avvento dei social media e degli strumenti fai da te ha dato a chiunque la possibilità di trasformarsi in un artista e di avere la propria piattaforma. In un certo senso, ci ha messo in competizione con centinaia di altri artisti. Quantomeno nella ricerca di visibilità.

Come fare, dunque, a distinguersi dagli altri? La risposta è tanto semplice quanto importante: comportarsi come professionisti.

Utilizzando un tono serio e professionale sui tuoi profili social, sul tuo sito Web e su tutti gli altri canali digitali che utilizzi, sarai in grado di distinguerti dalla massa. Un prodotto di qualità e una presenza digitale di livello ti porteranno a ricevere molta più attenzione di quegli artisti che si limitano invece a fare il minimo sforzo.

Cosa vuol dire però avere una presenza “professionale”? E quali sono i componenti più spesso trascurati di una presenza realmente professionale? Ecco alcuni dei migliori consigli che offro a clienti di ogni genere musicale per creare degli ottimi profili nella rete.

Un mix adeguato di contenuti

Molto probabilmente uno degli aspetti più trascurati nella presenza digitale di qualsiasi artista. Pensa a un grande brand che segui online, uno qualsiasi. Ora prova a dare un’occhiata ai suoi contenuti.

Come puoi vedere, solitamente ogni brand pubblica tre grandi tipi di contenuti:

  • Articoli che riguardano il brand, per accrescerne la reputazione
  • Contenuti vari, che a volte non hanno nulla a che vedere con il brand stesso
  • Post promozionali, pubblicati per incrementare le vendite

Questi sono i tre principali elementi che non possono mancare nella tua presenza in rete. Dopo averli identificati, dovrai saperli bilanciare nel modo migliore. Pubblicare troppi contenuti promozionali non è una buona idea: i tuoi fan potrebbero fuggire di fronte allo spam. D’altra parte, non devi neanche pubblicare tanti contenuti personali o di carattere generale tali da far dimenticare al tuo pubblico ciò che sei realmente: un artista.

Per creare il giusto mix c’è una formula, la cosiddetta “regola del 70-20-10”, secondo la quale il 70% dei contenuti che pubblichi deve riguardare il tuo brand.

Post che ti ritraggono nello studio di registrazione o in viaggio per un tour, foto dei tuoi fan o interviste in cui parli dei tuoi prossimi progetti.

Il 20% dei post deve avere contenuti personali o di vario tipo. Ai fan piacciono contenuti del genere, in grado di mostrare la persona che sta dietro al brand. Parla dell’ottimo ristorante che hai appena scoperto, di un nuovo paio di scarpe o di un evento, o condividi un meme divertente!

Infine, il 10% dei contenuti ha lo scopo di spingere il pubblico ad acquistare la tua musica. Sono post che invitano al download, ad acquistare il tuo merchandising o a spingere le prevendite.

È una scienza esatta? Tutt’altro. E va anche detto che il concetto stesso di “creare un brand” è decisamente soggettivo. Prendiamo il caso di una foto che ritrae te e la tua band in un ristorante, con questa didascalia:

“Dopo un concerto pazzesco, mangiamo un boccone da Gino’s Pizza a Austin! Il miglior ristorante della città per mangiare anche a tarda notte. Grazie allo splendido pubblico del Joe’s Bar di stasera, torneremo presto! E venerdì prossimo Houston! Qui trovate tutte le informazioni sulle prevendite…”

È un post sul brand: parla del vostro concerto e indica che siete in tour. Ma potremmo includerlo anche nella categoria dei contenuti personali/vari: hai detto dove andate a mangiare a tarda notte. E hai inserito anche un link alle prevendite.

In un solo post, hai toccato tutte e tre le categorie. E lo hai fatto in modo non sfacciato, senza dare l’impressione di voler “vendere” qualcosa. L’importante è inserire più argomenti nei tuoi contenuti e fare in modo che i tuoi post non siano troppo di parte. Dai al tuo pubblico la possibilità di osservare al meglio il tuo lavoro.

Frequenza dei post

Il coinvolgimento è fondamentale su qualsiasi social media. Lo è su Facebook: anche se la tua pagina ha 10.000 “Mi piace” ma il tuo post non riesce a ottenere segnali di coinvolgimento (Mi piace, commenti o condivisioni) ben pochi di quei 10.000 fan lo vedranno comparire sulla propria bacheca.

Anche Twitter e altri social media, come Pinterest o Tumblr, funzionano allo stesso modo: se il tuo lavoro non viene ritwittato (o ripinnato o ribloggato), avrà vita molto breve sul social in questione.

Essere attivi è dunque incredibilmente importante: la mia raccomandazione è pianificare i post in anticipo tramite strumenti come HooteSuite o Buffer App, ma anche trascorrere del tempo a interagire con i tuoi fan e dimostrare quanto ami ciascuna piattaforma. Ecco la soluzione ideale per ciascun canale:

  • Facebook: da 1 a 3 post al giorno
  • Twitter: da 3 a 5 tweet al giorno
  • Instagram: da 1 a 3 post al giorno

Su Twitter e Instagram puoi postare anche più spesso. Assicurati che i tuoi post vengano diffusi e non dimenticare di interagire con altri utenti su Twitter o Instagram e di trovare persone da seguire e con cui interagire.

Il punto è avere una presenza attiva non solamente per coinvolgere i fan, ma anche per mostrare ad altri influencer (come i media e le etichette) che sei profondamente orgoglioso del tuo lavoro.

Il quadro complessivo

Uno dei gravi problemi che trovo più spesso nella presenza in rete degli artisti è il collegamento tra i vari account e il copia/incolla sui vari canali. Se per esempio il tuo account Facebook è collegato a Twitter, ogni volta che pubblichi qualcosa su Facebook, il post appare anche su Twitter.

Una strategia del genere non solo non coinvolge gli utenti, ma mostra pigrizia e offende il pubblico. La maggior parte dei tweet finisce così:

“Non perdere il nostro nuovo album, disp… http://fb.com/1237867/page/aiaiajf5454”.

Copiare un tweet su Facebook non dà un effetto altrettanto negativo, ma farai comunque meglio ad assicurarti che tutti i tuoi account sui social media abbiano un loro tono e un loro scopo.

Ad esempio, puoi scegliere di utilizzare Facebook come social media di riferimento per le inserzioni pubblicitarie grazie all’interfaccia a misura di utente, Instagram per mostrare il tuo lato più personale o le immagini più importanti per il tuo marchio, e Twitter per trovare fan e interagire con loro.

E non dimenticare gli altri canali: per un artista il sito Web è molto importante e potrebbe servire a spiegare più nel dettaglio i concetti che sui social media potrebbero sembrare troppo lunghi o complessi. La newsletter è fondamentale per interagire in maniera più simile a quella di un “classico” fan club.

Assicurati che qualsiasi canale riporti il tuo marchio, ma dai sempre ai tuoi fan qualcosa di nuovo e divertente con cui interagire.

Quelli che abbiamo discusso qui sono solo tre dei problemi in cui sono solito imbattermi quando studio la presenza in rete degli artisti. Se sarai costante e consoliderai la tua presenza, avrai sempre la certezza di riuscire a distinguerti dalla massa e raggiungere i tuoi potenziali fan ma anche nuovi ascoltatori e i media.


Tyler Allen lavora come Marketing Strategist per il settore musicale per un’ampia gamma di artisti, etichette e aziende di tecnologia/vendita per il mondo della musica. Ha lavorato nel settore presso Sony Music Entertainment e RED Distribution, ma anche nel mondo della pubblicità. Oggi si dedica a dare agli artisti più esperti gli strumenti necessari a preservare il loro lascito, e a mettere quelli alle prime armi nelle condizioni di crearne uno (ma aiuta anche artisti in ogni altro stadio della propria carriera). Scopri di più su wtylerconsulting.com.

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