5 consigli per mettere la vostra musica sugli store

Da Dwight Brown

Tradotto da Giulio Marelli

 

Registrate la vostra musica. Fate il missaggio. il mastering. Adesso volete metterla su iTunes, Spotify, Deezer, Amazon Music… Il più presto possibile.

Siete in misura di passare della creazione alla vendita in un attimo? Non credo. Ma potete organizzarvi se anticipatelo, seguite le direttive, chiedete dell’aiuto se bisogno.

1. Rispettate i diritti di autore

Se avete registrato solo dei titoli originale e non utilizzate dei sample, detenete i diritti di autore della vostra musica e siete pronti da iniziare. Si avete registrato il titolo di qualcun’altro – cioè una composizione – dovrete ottenere la permissione, una “licenza meccanica”, dell’autore o dell’editore dell’artista. Con questa licenza potete registrare, riprodurre o fare delle copie della canzona.

2. Lasciare il tempo per il processo di “messo in reti”

Caricate vostra musica e la grafica lasciando il tempo al processo di revisione svolgersi correttamente. Poi ogni piattaforma deve esaminare al loro torno la vostra uscita. Ecco le scadenze comunicato dalle piattaforme:

  • Spotify : 2 fino a 3 giorni lavorativi
  • iTunes: da 24 ore a 16 giorni lavorativi
  • Amazon on demand: 6-8 settimane

In generale, Se volete che la vostra release sia messa su tutti gli store allo stesso momento, scegliete una data al meno 4 settimane dopo la data di sottomissione. Utilizzate queste 4 settimane per ottimizzare la vostra promozione e diventare virale. Fate clic qui per avere una lista più dettagliata del tempo di analisi su ogni piattaforme.

3. Mettete il vostro contenuto sul buono formatto per evitare i ritardi.

Seguendo le specificità necessarie, potete evitare il bloccaggio della vostra uscita dalle piattaforme a causa di errori sulle metadati: rispettate le regole sulle maiuscole e minuscoli, capite cosa deve contenere un album, EP o singolo. Le grafiche non può includere l’artista originale nel titolo della canzona o nel campo “artista”. Imparate come fare la lista di parecchi artisti e referenze in uno stesso campo al livello dell’album o al livello del titolo. Utilizzate delle parentesi e delle parentesi quadre per diverse referenze. Fate clic qui per saperne di più.

4. Il vostro visuale deve attenersi le specificità.

Con una foto attraente, un’immagine o un’illustrazione accattivante, sarà più facile per attrarre l’attento, affascinare i fan potenziali e cosi lanciare le prime vendite. Le grafiche che rispettano le condizioni degli store riducono il rischio di bloccaggio. Utilizzate solo il formatto d’immagine JPG o GIF per i quadri perfetti.

  • iTunes preferisce 3000×3000 pixel
  • Spotify preferisce 1400×1400 pixel
  • Da non fare: aggiungere un testo in più dell’uscita e del nome dell’artista, scrivere le indirizzi email, URL o informazione sul contatto.
  • Da fare: Se non usate la vostra grafica fate clic su “Realizza un’immagine per me” al momento della creazione del vostro album/singolo su TuneCore, e potrete scegliere una grafica. Fate clic qui per saperne di più.

5. Trovate le soluzioni ai vostri problemi

Contattate TuneCore e vi aiuteremmo per mettere i vostri titoli sugli store. Se avete delle domande sul processo di verificazione del contenuto, data finale di messa in rete, formattazione, grafica, store specifico… Rispondiamo a tutte le vostre domande. Fate clic qui.


La preparazione è sinonimo di successo quando volete mettere la vostra musica in rete. E TuneCore è qui per aiutarvi.

7 secreti da conoscere per una buona utilizzazzione dei retti sociali.

Quel articolo è stato scritto da Guillaume di Marketing Musical.
Guillaume è un esperto nella promozione e la strategia per gli artisti indipendenti.

Tradatto da Giulio Marelli

 

Da i nostri giorni, un’artista o una band che non è presente sul Web efficacemente non può avere una carriera musicale ai occhi dei fan e dei pro. È la vostra presenza in linea e sopratutto la vostra attività sui retti sociale che vi permette di stare in contatto con i curiosi, di fidelizzarle e di trasformarle come sostenitore e mecenati. Tuttavia, sentiamo molte cose rispetto ai retti sociali per i musicisti. In quel articolo, riprenderemo i punti essenziale che dovete capire e integrare alla vostra strategia sociale, se volete mettere tutte le possibilità a vostro favore.

1. Diventate il vostro proprio community manager

Il community management è uno dei primi puntini che i musicisti cercano a delegare. Eppure, dovreste essere l’ultimo. Assolutamente nessuno può meglio comunicare sotto il vostro nome su Twitter o Facebook che voi stessi. Anche se è scritto, i vostri fan possono sentire attraverso il tono e l’entusiasmo della pubblicazione se sia scritta da voi o no.

Il problema è che i vostri fan vogliono parlare a VOI e non a un professionale della comunicazione sul web. Se avete paura che prende troppo tempo o che le vostre pubblicazione non siano ottimale, imparate, ma sopratutto, non delegate questo punto.

2. Non essere presente dappertutto.

Contrariamente a quello che possono dire gli altri, non dovreste essere presenti dappertutto. E per causa, Di più diffondete su numeri piattaforme sociale, meno tempo avrete per massimare il potenziale di ciascuno. Se siete il vostro proprio community manager, dovete selezionare le piattaforme le più rilevante per la vostra audienza e la vostra marca. Sapete dove sono i vostri fan ? Sapete chi loro sono ? Forse sono piuttosto su soundcloud che su Instagram. O forse è il contrario. In generale, privilegiamo FaceBook, Youtube, Twitter, Instagram e Soundcloud. Ma quello non vuole dire che dovete fare la stessa cosa su tutte: dovete ne scegliere due o tre e dare il massimo.

In tutti casi, dovete trattare ogni retti sociali in modo differente e avere una strategia per ogni uno. Creando del contenuto personalizzato per ogni piattaforma, date una buona ragione ai vostri fan di seguirvi dappertutto. Naturalmente, metterete in evidenza la vostra attività su due o tre piattaforme, ma il resto rimane importante nella vostra comunicazione e non dovreste essere dimenticato.

3. Nessuno vuole ricevere della pubblicità 24/7

L’errore la più comune dai musicisti emergenti utilizzando i retti sociale, è di non trovare l’equilibrio perfetto tra le pubblicazioni promozionale e le pubblicazioni più invitante che servono a fidelizzare la loro audienza. In modo generale, potete partire su una pubblicazione promozionale per 4/5 pubblicazioni impegnandosi, personale e interessante.

Se pubblicate di più pubblicazione promozionale, i vostri fan capiranno che non c’è nessun importanza di seguirvi, perché non vi preoccupate della vostra comunità. Potete fare della pubblicità di tanto in tanto, ma solo se fate capire alla vostra fanbase che non è solo una relazione a senso unico.

4. Parlate di voi

Molti musicisti estimano che sui retti sociali devono fare finta e creare del contenuto che non sembra essere il loro stile solo per essere virale. Non è un’idea da seguire e può essere molte pericoloso per la vostra presenza sui retti, siccome scoraggia le vostre iniziative sociale. Anche se non siete l’artista il più estroverso al mondo, potete parlare della vostra vita di quello in cui credete, della vostra musica, dei vostri sogni, e posso assicurarvi che i vostri fan vi leggerete e ascolteranno.

Dal momento che vi aprite agli altri, che state come siete e che permette ai vostri fan di conoscervi di più, saranno più dispoto ad aderire ai vostri messaggi. Non c’è bisogno di fare delle battute o di pubblicare delle foto del vostro cane o del vostro pranzo, se quello non vi corrisponde. Importa più di parlare del vostro progetto musicale e di cosa è importante per voi piuttosto di creare del contenuto a potenziale “virale”.

5. State a l’ascolto della vostra comunità

I retti sociale coinvolgono uno scambio tra delle persone, una conversazione. Quindi, non potete restare indifferente ai commenti et ai messaggi dei fan. Tutto l’interesso e la forza della vostra presenza in linea è giustamente di potere impegnare la vostra audienza senza passare da un terzo. Approfittatene e fate funzionare la forza del passaparola digitale.

Prendete l’abitudine di leggere tutti commenti e tutti messaggi, ma anche dare una risposta. Quello permetterà d’ottener degli informazioni interessanti sulla vostra fanbase e sopratutto di mostrare che siete disponibile, attento alla vostra comunità e che premiate il loro interesso.

6. La quantità di fan non serve a niente.

La quantità di likes e di abbonati è una dei principali preoccupazione dei musicisti emergente. Pero, quello non vuole dire niente se l’impegno non sta seguendo. Infatti, potete comperare centinaia, migliaia o milioni di falsi fan su dei siti che cercano senza vergogna d’imbrogliarvi, non aiuterà per niente la vostra carriera musicale.

I retti sociale non servono a vantarvi di avere 1000, 10000 o 1 milione di fan. Servono a trovare dei fan potenziali, a fare del passaparola e a mobilizzare la vostra comunità. In conseguenza, l’impegno deve essere il vostro primo indicatore di efficienza sul web. È quel dato che dovete controllare e cercare di fare crescere.

7. Non andrete lontano con solo i reti sociali.

Par andare avanti, uno dei migliori modi d’impegnare il vostro pubblico e di farne dei super fan sulla durata, di mandarli regolarmente verso il vostro sito Web e più precisamente verso vostra pagina d’iscrizione alla vostra lista d’email. Molti musicisti fanno l’errore di pensare che una pagina Facebook (o altro) e un Bandcamp possono bastare.

Il fatto è che avete assolutamente bisogno di un sito per promuovere e proporre di più ai fan come ai pro. Fate attenzioni di portare regolarmente verso il vostro sito e verso la vostra newsletter ogni volta che avete l’occasione: concerti, annuncio, lancio, regali, articoli…

Streamare, o non streamare – Quella è la domanda

Scritto da dwight Brown, tradotto da Giulio Marelli

Il stream è soggetto tale polemico che di sapere se il cambiamento climatico è vero. È facile di scegliere un campo ma quello che avete scelto si basa su dei fati o su quello che i artisti provano ?

Dei utenti di TuneCore ci ne dici di più sul soggetto e rivelano come ci ne servono, o se preferiscono d’ignorare il servizio.

Il streaming è solo un’alternativa in più:

“Diffondiamo la nostra musica solo attraverso Youtube e le piattaforme di streaming. Guadagno di più. È vero che scegliere solamente il streaming piuttosto di vendere la musica non la cosa la più efficiente, ma per compensare quel svantaggio abbiamo come politica di mettere in linea quando possibile per raggiungere i nostri ascoltatori qualsiasi la parte dove si trovano e così aumentare il reddito.”

– Docwatson – AKA Jacob Malish, CEO di Reflection Music Group

Ci sono delle preoccupazioni per quanto riguarda la diminuzione dei scaricamenti, ma…:

“È una preoccupazione ma anche un dilemma ? Volete che il mondo ascolta la vostra musica ma avete l’impressione di non essere pagato abbastanza per la musica che create.”

-lisa, Dirigente di Trouble in Mind Records

Talvolta il streaming può apparire delle porte.

“Non ci sono dubbi che una diminuzione dei scaricamenti esiste – ma non al punto di non utilizzare i servizi di streaming. Secondo la principale audienza dei nostri artisti (15-24 anni) Spotify è per la maggior parte il modo più pratico per loro di ascoltare e scoprire nuova musica.”

– Mark Orr, Fondatore di LAB Records

Non farsi troppe domande per quanto riguarda il streaming funziona per alcuni artisti:

“La nostra filosofia è di dare alle persone ciò che vogliono, quando vogliono e sotto tutte le forme che vogliono.”

– Jonathan Pardo, Free Association Management

Il streaming permette di ottenere più visibilità

“Il streaming avvantaggia l’artista quando è circondato dalle buone persone. Idealmente, svilupperete il vostro progetto e la sua immagine in generale di maniera alla trasformare in una risorsa che aumenterà le vendite. I servizi di streaming, le società di gestione collettive e gli utenti devono discutere tra di loro per migliorare e rendere più giusto quel servizio ai artisti.”

-Mike Clemenza, direttore esecutivo e cofondatore, B3SCI Records


Streamare o non streamare la sua musica ? La maggiorità degli artisti si sono chiesti il problema e per la maggior parte, è ancora un soggeto attuale.

4 consigli per aiutarvi a scrivere le vostre parole

Scritto da Cliff Goldmacher, tradotto da Giulio Marelli

 

“Chi viene in primo: la musica o le parole” È una domanda frequente che tutti autori/compositore si domandano. Per me, non ci sono risposte giuste o semplice. Una volta, è la musica, l’altra volta, sono le parole e spesso, è una combinazione misteriosa. Ma il più importante, è che non c’è solo “una” maniera di scrivere una canzona. Alcune delle più belle (e delle peggiore) canzone mai scritte sono stati fatti utilizzando delle tecnici similare. Per meglio capire questo, descriverò quattro maniere differente per scrivere un titolo, e anche delle cose da fare e da non fare da non dimenticare.

1. La scrittura basato su un titolo forte / un ritornello

Avere il senso della formula, trovare dei titoli facile da ricordare è un’arte in soma. Se ne avete il talento, siete fortunati ! Se è il caso, ecco qualche elementi da ricordare.

Da fare – Non dimenticate di fare in modo che tutte le vostre parole supportano e mettono in valore il vostro ritornello. Questo può solo funzionare se costruite le basi attorno il vostro ritornello per permettere di creare un effetto.

Da non fare – Non dimenticate di dare alla canzone delle vere emozioni. È possibile di essere tanto concentrato sul l’effetto stesso che dimenticate di essere sincero. Anche se è difficili da spiegare per un fan, la canzona non farà lo stesso effetto su loro se non ci sono emozioni.

 

2. La scrittura basata su un’idea generale / un concetto

Talvolta, avete vissuto un’esperienza o avete un’idea che sembra abbastanza forte per essere raccontato in una canzona. È un buono punto di partenza.

Da fare – Catturare un sentimento o un’emozione legato al vostro concetto. Certo, vi sentite abbastanza forte per potere scrivere una canzona su quel idea, dunque immergetevi profondamente e raccontate la storia direttamente.

Da non fare – Essere troppo vaga. Perché quella canzona non è basata su un ritornello, dovete fare un riassunto del vostro concetto in una frase o una piega breve. Questo venerà probabilmente naturalmente quando sarete scrivendo le parole. Una canzona che non integra il riassunto dell’idea generale rischia di essere troppo diffuso per tenere l’attento dei vostri fan.

 

3. La scrittura basata su una idea di melodie

Se siete un autore che fa le sue canzone a partire di una melodia, sarete esposto ad altri sfide. Le melodie accattivante e armoniose sono una cosa rare e devono dunque essere trattati con il respetto che meritano.

Da fare – Fate onore alla vostra melodie e costruite vostra canzona a partire di questa. Tenete a mente: i vostri fan si ricorderanno della melodia prima di sapere le parole, dunque averne una buonissima non è da prendere alla leggera.

Da non fare – lasciare la melodia guidarvi verso delle parole maldestra o delle frase asettiche. Allora che una bella melodia è una parte integrante della vostra canzona, non c’è solo quel elemento. Fare del riempimento sulla parte delle parole non è una soluzione accettabile quando scriviamo a partire della melodia. Ricordatevi che con la combinazione di una melodia accattivante e di parole originale, potete fare una grande canzona.

 

4. La scrittura basata su un riff di chitarra / una serie di accordi

Quando prendete la vostra chitarra o sedete davanti al vostro piano, viene prima un riff o una serie di accordi. È una buona cosa !

Da fare – Studiatelo, sviluppatelo per impossessarselo. Quello può veramente definire il tonno della canzona e inspiravi di tutti tipi di melodie e d’idee di parole. In oltre, una seria di accordi che funziono bene è quello che i fan riteneranno in prima che ascoltino la vostra canzona.

Da non fare – Non lavorate solo quel riff o seria di accordi a scapito della melodia o delle parole. Non è il momento di essere pigro. Un riff o una seria di accordi – nella maggior parte dei genere musicale – ripresentano solo un arrangiamento e non costituisce per niente la canzona. Senza una melodia forte e delle parole, è impossibile di ottenere un titolo di qualità.


Conclusione

Come lo dicevo all’inizio dell’articolo, non esiste solo una maniera per scrivere una canzona. Raccomando caldamente di provare tutti modi di scrittura possibile. Spesso, essendo un compositore, ci troviamo in un impasse in cui ci precipitiamo in ancora e ancora. Quello può rilevarsi riconfortante, e anche risultare su una certa produttività, però sul longo termine, si può che non arrivate a scrivere la canzona la più ispirata che avete fata. Perché non uscire della vostra zona di comodità e provare qualcosa d’altro? Non sapiamo mai di cosa può avvenire.

 

Buona fortuna!

7 secreti da conoscere per una buona utilizzazzione dei retti sociali.

Quel articolo è stato scritto da Guillaume di Marketing Musical.
Guillaume è un esperto nella promozione e la strategia per gli artisti indipendenti.

Tradatto da Giulio Marelli

Da nostri giorni, un’artista o una band che non è presente sul Web efficacemente non può avere una carriera musicale ai occhi dei fan e dei pro. È la vostra presenza in linea e sopratutto la vostra attività sui retti sociale che vi permette di stare in contatto con i curiosi, di fidelizzarle e di trasformarle come sostenitore e mecenati. Tuttavia, sentiamo molte cose rispetto ai retti sociali per i musicisti. In quel articolo, riprenderemo i punti essenziale che dovete capire e integrare alla vostra strategia sociale, se volete mettere tutte le possibilità a vostro favore.

1. Diventate il vostro proprio community manager

Il community management è uno dei primi puntini che i musicisti cercano a delegare. Eppure, dovreste essere l’ultimo. Assolutamente nessuno può meglio comunicare sotto il vostro nome su Twitter o Facebook che voi stessi. Anche se è scritto, i vostri fan possono sentire attraverso il tono e l’entusiasmo della pubblicazione se sia scritta da voi o no.

Il problema è che i vostri fan vogliono parlare a VOI e non a un professionale della comunicazione sul web. Se avete paura che prende troppo tempo o che le vostre pubblicazione non siano ottimale, imparate, ma sopratutto, non delegate questo punto.

2. Non essere presente dappertutto.

Contrariamente a quello che possono dire gli altri, non dovreste essere presenti dappertutto. E per causa, Di più diffondete su numeri piattaforme sociale, meno tempo avrete per massimare il potenziale di ciascuno. Se siete il vostro proprio community manager, dovete selezionare le piattaforme le più rilevante per la vostra audienza e la vostra marca. Sapete dove sono i vostri fan ? Sapete chi loro sono ? Forse sono piuttosto su soundcloud che su Instagram. O forse è il contrario. In generale, privilegiamo FaceBook, Youtube, Twitter, Instagram e Soundcloud. Ma quello non vuole dire che dovete fare la stessa cosa su tutte: dovete ne scegliere due o tre e dare il massimo.

In tutti casi, dovete trattare ogni retti sociali in modo differente e avere una strategia per ogni uno. Creando del contenuto personalizzato per ogni piattaforma, date una buona ragione ai vostri fan di seguirvi dappertutto. Naturalmente, metterete in evidenza la vostra attività su due o tre piattaforme, ma il resto rimane importante nella vostra comunicazione e non dovreste essere dimenticato.

3. Nessuno vuole ricevere della pubblicità 24/7

L’errore la più comune dai musicisti emergenti utilizzando i retti sociale, è di non trovare l’equilibrio perfetto tra le pubblicazioni promozionale e le pubblicazioni più invitante che servono a fidelizzare la loro audienza. In modo generale, potete partire su una pubblicazione promozionale per 4/5 pubblicazioni impegnandosi, personale e interessante.

Se pubblicate di più pubblicazione promozionale, i vostri fan capiranno che non c’è nessun importanza di seguirvi, perché non vi preoccupate della vostra comunità. Potete fare della pubblicità di tanto in tanto, ma solo se fate capire alla vostra fanbase che non è solo una relazione a senso unico.

4. Parlate di voi

Molti musicisti estimano che sui retti sociali devono fare finta e creare del contenuto che non sembra essere il loro stile solo per essere virale. Non è un’idea da seguire e può essere molte pericoloso per la vostra presenza sui retti, siccome scoraggia le vostre iniziative sociale. Anche se non siete l’artista il più estroverso al mondo, potete parlare della vostra vita di quello in cui credete, della vostra musica, dei vostri sogni, e posso assicurarvi che i vostri fan vi leggerete e ascolteranno.

Dal momento che vi aprite agli altri, che state come siete e che permette ai vostri fan di conoscervi di più, saranno più dispoto ad aderire ai vostri messaggi. Non c’è bisogno di fare delle battute o di pubblicare delle foto del vostro cane o del vostro pranzo, se quello non vi corrisponde. Importa più di parlare del vostro progetto musicale e di cosa è importante per voi piuttosto di creare del contenuto a potenziale “virale”.

5. State a l’ascolto della vostra comunità

I retti sociale coinvolgono uno scambio tra delle persone, una conversazione. Quindi, non potete restare indifferente ai commenti et ai messaggi dei fan. Tutto l’interesso e la forza della vostra presenza in linea è giustamente di potere impegnare la vostra audienza senza passare da un terzo. Approfittatene e fate funzionare la forza del passaparola digitale.

Prendete l’abitudine di leggere tutti commenti e tutti messaggi, ma anche dare una risposta. Quello permetterà d’ottener degli informazioni interessanti sulla vostra fanbase e sopratutto di mostrare che siete disponibile, attento alla vostra comunità e che premiate il loro interesso.

6. La quantità di fan non serve a niente.

La quantità di likes e di abbonati è una dei principali preoccupazione dei musicisti emergente. Pero, quello non vuole dire niente se l’impegno non sta seguendo. Infatti, potete comperare centinaia, migliaia o milioni di falsi fan su dei siti che cercano senza vergogna d’imbrogliarvi, non aiuterà per niente la vostra carriera musicale.

I retti sociale non servono a vantarvi di avere 1000, 10000 o 1 milione di fan. Servono a trovare dei fan potenziali, a fare del passaparola e a mobilizzare la vostra comunità. In conseguenza, l’impegno deve essere il vostro primo indicatore di efficienza sul web. È quel dato che dovete controllare e cercare di fare crescere.

7. Non andrete lontano con solo i retti sociali.

Par andare avanti, uno dei migliori modi d’impegnare il vostro pubblico e di farne dei super fan sulla durata, di mandarli regolarmente verso il vostro sito Web e più precisamente verso vostra pagina d’iscrizione alla vostra lista d’email. Molti musicisti fanno l’errore di pensare che una pagina Facebook (o altro) e un Bandcamp possono bastare.

Il fatto è che avete assolutamente bisogno di un sito per promuovere e proporre di più ai fan come ai pro. Fate attenzioni di portare regolarmente verso il vostro sito e verso la vostra newsletter ogni volta che avete l’occasione: concerti, annuncio, lancio, regali, articoli…

INTERVISTA a Emmanuel Lebarbier, fondatore di ConfliktArts

Di Mathieu Rousselot, Brand Manager France

1. Chi sei e qual’è stato il tuo percorso professionale?

Emmanuel Lebarbier: Salve, sono il fondatore di ConfliktArts.

Ho cominciato 15 anni fa, quando sono diventato manager del mio gruppo: non era una vera e propria vocazione, ma piuttosto una necessità, dato che gli altri membri non avevano tempo di cercare date, occuparsi del merchandising, e così via. Con il tempo, ho imparato ad apprezzare questo lavoro e ho iniziato a proporre il mio aiuto ad alcune band locali. Intanto, lavoravo come discografico. Nell’agosto del 2006 ho deciso di lanciare ConfliktArts: l’idea era quella di soddisfare le principali esigenze di produzione degli artisti indipendenti in un’unica piattaforma.

2. Puoi raccontarci, in breve, la tua avventura con ConfliktArts?

Abbiamo iniziato dieci anni fa. Oggi collaboriamo con oltre 30.000 gruppi sparsi tra Francia, Belgio e Svizzera, ma anche Spagna, Regno Unito, Germania, Italia e Grecia. Al momento, produciamo 250 nuovi album (riferimenti) al mese, tra CD e vinili. Il CD è ancora uno strumento importante per i gruppi indie emergenti, primo perché rappresenta la conclusione fisica di un progetto, e secondo perché resta comunque la prima fonte di guadagno per un artista, superando di gran lunga tutte le altre modalità di commercializzazione.

3. Che tipo di servizio proponete? Vi rivolgete a tutte le categorie di artisti?

Siamo al fianco di tutti gli artisti per soddisfare le loro esigenze, soprattutto in materia di produzione, dai semplici adesivi fino alla stampa del vinile! Ogni gruppo può inserire un ordine, in tutta semplicità e in piena autonomia, direttamente dal nostro sito web. Quanto a noi, grazie all’elevato numero di ordini, siamo in grado di proporre loro il miglior rapporto qualità/prezzo presente sul mercato.

4. Facciamo l’ipotesi che io sia un artista indipendente TuneCore agli inizi della carriera, con un EP già pubblicato online. Quali consigli mi daresti in materia di merchandising, CD e vinili?

Potrò sembrare all’antica, ma il CD è il prodotto più interessante per un gruppo, perché è piuttosto economico (produrlo costa in media meno di €1) e, durante i concerti, può essere rivenduto a €10. È facile da trasportare, vendere e portare via dopo l’acquisto. In più, si compra con una banconota da €10, senza resto in moneta.

Onestamente, sappiamo tutti quale uso se ne farà dopo, perché i fan preferiranno comunque ascoltare le tracce sul telefono attraverso Spotify o YouTube. Nonostante tutto, però, il CD è ancora un oggetto che al pubblico piace acquistare.

Il vinile è davvero il massimo, ma è più complicato da portarsi dietro in tournée, i costi di produzione sono molto più alti e il prezzo di vendita può a volte scoraggiare.

La T-shirt è il prodotto che, tra le richieste degli artisti, di solito viene subito dopo il CD. Credo che abbiano bisogno di sapere che il prodotto esiste… Per farla breve, direi di puntare sul CD e ancora sul CD.

5. Più in generale, potresti spiegarci brevemente qual è la strategia (o quali sono le buone pratiche) da seguire in materia di merchandising, CD e vinili? Dipende dal pubblico a cui ci si rivolge, dallo stile o da altri fattori?

Dipende soprattutto da quanto è sviluppato il gruppo.

Raramente si parla di gruppi che fanno solo una decina di concerti l’anno, eppure sono proprio questi che rappresentano la fetta più grossa delle band francesi.

Sono artisti che suonano nei bar, ai festival musicali, che acquistano strumenti e distribuiscono la propria musica attraverso le piattaforme.

Tutto questo, però, non basta per vivere, né per sviluppare un’ampia fan base sui social network, né per vendere con un negozio online, per non parlare poi di vendere in un negozio “fisico”.

Gli artisti di questo tipo devono concentrarsi sul lato live, vendere i propri prodotti alla fine del concerto: ancora una volta, il primo prodotto dev’essere il CD; al secondo posto può venire il vinile, se il gruppo ha voglia di farsi un regalo, oppure la T-shirt.

Quando un gruppo supera i 30 concerti l’anno, la pagina Facebook comincia ad attirare fan e gli artisti possono permettersi di guardare le cose da un altro punto di vista e pensare a prodotti più ambiziosi.

Riguardo allo stile, certo, ogni genere musicale ha le proprie abitudini. In linea di massima, possiamo dire che il rap tende facilmente a sorvolare sul CD, per concentrarsi sulla musica in streaming e la vendita del merchandising. Il metal, invece, è ancorato agli oggetti fisici, in modo particolare al vinile e alle T-shirt. I cantautori preferiscono puntare sul CD, perché hanno più possibilità di esibirsi dal vivo e, quindi, di vendere il prodotto.

Non esiste, però, una regola assoluta: per questo mi sento di consigliare a ogni gruppo di tenere conto dei propri fondi e di non smettere di sorprendere i fan, perché è questo che li renderà più interessanti agli occhi del pubblico!

6. Qualche consiglio per gestire le scorte?

Per le band più piccole, i prodotti si immagazzinano di solito a casa di uno dei membri: a volte possono sorgere dei problemi di organizzazione, ma, se non si raggiungono certe quantità, affidare la logistica a un partner esterno è costoso.

Quando si va all’ufficio postale almeno una volta al giorno per spedire i propri pacchi, allora è giunto il momento di pensare a una soluzione più professionale.

7. Quali saranno le prossime mosse di ConfliktArts?

Per quanto ci riguarda, continueremo ad affiancare i gruppi indipendenti e soddisfare le loro esigenze. La nostra missione è quella di rispondere ai loro problemi nel modo più specifico possibile, tenendo sempre in considerazione l’evoluzione del mercato. Potrebbe sembrare una riflessione ovvia, ma non lo è: il mercato si muove a più velocità, e la situazione di alcune band può non corrispondere affatto a quella di altre band che si trovano in una diversa fase della carriera.

Gli artisti emergenti hanno bisogno di suonare, di trovare locali con un buon sistema di amplificazione dove siano bene accolti e di imparare, passo dopo passo, a diventare più professionali. Il nostro obiettivo è quello di continuare ad aiutarli in tutto questo.

Per ulteriori informazioni su ConfliktArts, visita il sito http://www.confliktarts.com.