INTERVISTA a Emmanuel Lebarbier, fondatore di ConfliktArts

Di Mathieu Rousselot, Brand Manager France

1. Chi sei e qual’è stato il tuo percorso professionale?

Emmanuel Lebarbier: Salve, sono il fondatore di ConfliktArts.

Ho cominciato 15 anni fa, quando sono diventato manager del mio gruppo: non era una vera e propria vocazione, ma piuttosto una necessità, dato che gli altri membri non avevano tempo di cercare date, occuparsi del merchandising, e così via. Con il tempo, ho imparato ad apprezzare questo lavoro e ho iniziato a proporre il mio aiuto ad alcune band locali. Intanto, lavoravo come discografico. Nell’agosto del 2006 ho deciso di lanciare ConfliktArts: l’idea era quella di soddisfare le principali esigenze di produzione degli artisti indipendenti in un’unica piattaforma.

2. Puoi raccontarci, in breve, la tua avventura con ConfliktArts?

Abbiamo iniziato dieci anni fa. Oggi collaboriamo con oltre 30.000 gruppi sparsi tra Francia, Belgio e Svizzera, ma anche Spagna, Regno Unito, Germania, Italia e Grecia. Al momento, produciamo 250 nuovi album (riferimenti) al mese, tra CD e vinili. Il CD è ancora uno strumento importante per i gruppi indie emergenti, primo perché rappresenta la conclusione fisica di un progetto, e secondo perché resta comunque la prima fonte di guadagno per un artista, superando di gran lunga tutte le altre modalità di commercializzazione.

3. Che tipo di servizio proponete? Vi rivolgete a tutte le categorie di artisti?

Siamo al fianco di tutti gli artisti per soddisfare le loro esigenze, soprattutto in materia di produzione, dai semplici adesivi fino alla stampa del vinile! Ogni gruppo può inserire un ordine, in tutta semplicità e in piena autonomia, direttamente dal nostro sito web. Quanto a noi, grazie all’elevato numero di ordini, siamo in grado di proporre loro il miglior rapporto qualità/prezzo presente sul mercato.

4. Facciamo l’ipotesi che io sia un artista indipendente TuneCore agli inizi della carriera, con un EP già pubblicato online. Quali consigli mi daresti in materia di merchandising, CD e vinili?

Potrò sembrare all’antica, ma il CD è il prodotto più interessante per un gruppo, perché è piuttosto economico (produrlo costa in media meno di €1) e, durante i concerti, può essere rivenduto a €10. È facile da trasportare, vendere e portare via dopo l’acquisto. In più, si compra con una banconota da €10, senza resto in moneta.

Onestamente, sappiamo tutti quale uso se ne farà dopo, perché i fan preferiranno comunque ascoltare le tracce sul telefono attraverso Spotify o YouTube. Nonostante tutto, però, il CD è ancora un oggetto che al pubblico piace acquistare.

Il vinile è davvero il massimo, ma è più complicato da portarsi dietro in tournée, i costi di produzione sono molto più alti e il prezzo di vendita può a volte scoraggiare.

La T-shirt è il prodotto che, tra le richieste degli artisti, di solito viene subito dopo il CD. Credo che abbiano bisogno di sapere che il prodotto esiste… Per farla breve, direi di puntare sul CD e ancora sul CD.

5. Più in generale, potresti spiegarci brevemente qual è la strategia (o quali sono le buone pratiche) da seguire in materia di merchandising, CD e vinili? Dipende dal pubblico a cui ci si rivolge, dallo stile o da altri fattori?

Dipende soprattutto da quanto è sviluppato il gruppo.

Raramente si parla di gruppi che fanno solo una decina di concerti l’anno, eppure sono proprio questi che rappresentano la fetta più grossa delle band francesi.

Sono artisti che suonano nei bar, ai festival musicali, che acquistano strumenti e distribuiscono la propria musica attraverso le piattaforme.

Tutto questo, però, non basta per vivere, né per sviluppare un’ampia fan base sui social network, né per vendere con un negozio online, per non parlare poi di vendere in un negozio “fisico”.

Gli artisti di questo tipo devono concentrarsi sul lato live, vendere i propri prodotti alla fine del concerto: ancora una volta, il primo prodotto dev’essere il CD; al secondo posto può venire il vinile, se il gruppo ha voglia di farsi un regalo, oppure la T-shirt.

Quando un gruppo supera i 30 concerti l’anno, la pagina Facebook comincia ad attirare fan e gli artisti possono permettersi di guardare le cose da un altro punto di vista e pensare a prodotti più ambiziosi.

Riguardo allo stile, certo, ogni genere musicale ha le proprie abitudini. In linea di massima, possiamo dire che il rap tende facilmente a sorvolare sul CD, per concentrarsi sulla musica in streaming e la vendita del merchandising. Il metal, invece, è ancorato agli oggetti fisici, in modo particolare al vinile e alle T-shirt. I cantautori preferiscono puntare sul CD, perché hanno più possibilità di esibirsi dal vivo e, quindi, di vendere il prodotto.

Non esiste, però, una regola assoluta: per questo mi sento di consigliare a ogni gruppo di tenere conto dei propri fondi e di non smettere di sorprendere i fan, perché è questo che li renderà più interessanti agli occhi del pubblico!

6. Qualche consiglio per gestire le scorte?

Per le band più piccole, i prodotti si immagazzinano di solito a casa di uno dei membri: a volte possono sorgere dei problemi di organizzazione, ma, se non si raggiungono certe quantità, affidare la logistica a un partner esterno è costoso.

Quando si va all’ufficio postale almeno una volta al giorno per spedire i propri pacchi, allora è giunto il momento di pensare a una soluzione più professionale.

7. Quali saranno le prossime mosse di ConfliktArts?

Per quanto ci riguarda, continueremo ad affiancare i gruppi indipendenti e soddisfare le loro esigenze. La nostra missione è quella di rispondere ai loro problemi nel modo più specifico possibile, tenendo sempre in considerazione l’evoluzione del mercato. Potrebbe sembrare una riflessione ovvia, ma non lo è: il mercato si muove a più velocità, e la situazione di alcune band può non corrispondere affatto a quella di altre band che si trovano in una diversa fase della carriera.

Gli artisti emergenti hanno bisogno di suonare, di trovare locali con un buon sistema di amplificazione dove siano bene accolti e di imparare, passo dopo passo, a diventare più professionali. Il nostro obiettivo è quello di continuare ad aiutarli in tutto questo.

Per ulteriori informazioni su ConfliktArts, visita il sito http://www.confliktarts.com.